Trento Longaretti
Biografia
Correnti Artistiche
Analisi di Mercato

Il padre Alessandro, di professione fabbro, scelse di chiamare i propri figli con nome patriottici, e Trento, nono figlio di tredici, avrà una sorella di nome Trieste e un fratello Vittorio; sarà la sua insegnante delle elementari a scoprirne il talento facendogli fare piccoli disegni che tratteneva, il primo disegno conservato dall'artista risale al 1922.

Dopo i primi studi è a Milano, al Liceo e poi all'Accademia di Brera, dal 1931 al 1939. Gli è maestro Aldo Carpi per cinque anni, con il quale instaurerà un forte legame; il Longaretti si difinirà il più Carpiano dei suoi allievi, mentre ha compagni di studi Cassinari, Morlotti, Carlo Carrà, Arturo Martini, Piovene, Aldo Bergolli e Ibrahim Kodra. Inizia ad esporre i suoi lavori nel 1936 ai Littoriali della cultura e dell'arte.

I suoi modi d'artista si ritrovano nel filone della rivista Corrente, insieme a Morlotti, Guttuso, Sassu e Vedova. Nel 1939, deve lasciare la scuola a Brera per adempiere agli obblighi militari della Seconda guerra mondiale, viene mandato prima in Slovenia, poi in Sicilia e nel 1943 in Kosovo. Ampia è la raccolta di disegni e schizzi eseguiti durante questa sua esperienza di anni di guerra.

Nel 1942 partecipa alla Biennale di Venezia, e alla Mostra degli Artisti in armi a Roma nel Palazzo delle Esposizioni. L'anno successivo espone a Bergamo.

Con la fine della guerra può riprendere pienamente il lavoro: oltre che alla pittura e alla grafica si dedica anche all'affresco, all'arte della vetrata e del mosaico. Nel 1948, 1950 e 1956 partecipa di nuovo alla Biennale veneziana mentre è alla Quadriennale di Roma nel 1952.

Nel 1953 vince il concorso per la cattedra di pittura all'Accademia Carrara di Bergamo, succedendo ad Achille Funi. Dirige l'Accademia fino al 1978, incarico che lascia di sua volontà.

Il suo percorso d'artista che raccoglie un'ampia fascia di anni dal 1937 al 2016, permette di raccontare in modo emozionante la storia e gli incontri di una vita, dall'infanzia, in particolare l'esperienza del periodo bellico e della sofferenza di un popolo ebraico, che il pittore vede sempre in cammino, sono un elemento importante della sua attività artistica. Longaretti associa il cammino del popolo ebraico a quello che definisce Gli scacciati di notte, ai profughi, alla povera gente, agli esodati, a chi fugge su barconi, a chi cerca una vita felice.

Nel 2009 l'Istituto Italiano di Cultura a New York allestisce una sua mostra, dopo 41 anni dalla sua precedente esposizione. Nello stesso anno il Credito Bergamasco a Bergamo ne inaugura una dedicata alle sue nature morte.

Nel 2016, in occasione del suo centesimo compleanno, la città di Bergamo lo festeggia con una serie di iniziative.

 

L'artista è morto la mattina del 7 giugno 2017, all'Hospice di Bergamo, dove era ricoverato per complicazioni dovute all’età.

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